martedì 14 aprile 2015

Un Poeta tra e per le Donne

E' la mail dell'ultima ora. Quella che leggi a fine serata, stanco e conmillepensieriintesta".
Quella di Con_tatto che mi ricorda che a mezzanotte sarebbe scaduto il termine per il concorso di poesia dedicato alla forza delle donne.  
Così la leggo, e riconosco lo stile, di quelle ragazze. Sempre dolci, con proposte e parole che accarezzano, e idee che scuotono.
Non so quali corde abbia fatto risuonare, forse quelle sensazioni di figlio che ormai da genitore a tempo pieno sono sopite, o magari quella voglia semplice e pura di comunicare, che è in ognuno di noi.
Ma tant'è, che il mouse si sposta sul tasto rispondi e un cursore lampeggia ora, davanti a me sulla pagina bianca, pronta per ascoltare il mio io.
In un intreccio di sensazioni, in un limbo di uomo padre-marito-figlio, mi lascio cullare dal ricordo della donna che mi ha cresciuto. E le parole appaiono davanti ai miei occhi e a me non resta che scriverle, prima che svaniscano nel tempo reale.
Alla fine premo il tasto invio, più per essere sicuro di tornare fuori dal vortice di sensazioni, che per partecipare al concorso. 
Andata. Dimenticata.

E' nata così la mia poesia dedicata alle donne, grazie ad una mail promemoria.
Il resto della storia è tutto una sorpresa. 
Un messaggio dopo qualche giorno che mi informa che la mia poesia è tra i vincitori.
Il primo pensiero? Uno scherzo di mia moglie. Ma si dai. Non può esser altrimenti.
E invece arriva anche una telefonata:" Le chiediamo la partecipazione alla serata della premiazione"
Beh ci sarei andato comunque, ma adesso sono proprio curioso.
Entri e ti senti a casa, atmosfera rilassata, visi conosciuti, sguardi sereni e accoglienti, uniti da qualcosa che sempre di più è merce rara: voglia di nuovo, di cultura e non quella radical chic da puzza sotto il naso.
Presentazione, giuria, staff, ringraziamenti. Quante persone servono per cercare di cambiare il mondo? 
Tante, tutte mi verrebbe da dire, ma intanto loro, hanno iniziato. Attraverso una poesia, con il riconoscimento di un giorno importante, non da festeggiare ma da valorizzare.
Chiamano il mio nome. Inutile negare l'emozione, c'è. E' forte e si percepisce. Un secondo posto che arriva come una pacca sulla spalla, come per dire: Vedi Daniele, crederci paga sempre.
Sorrido, stringo mani, grato a tutto lo staff per averci pensato. 
No non a me, ma a noi, alle persone che vivono qui, in questo squallido e desolato paese.
Torno indietro con la mia targa i fiori e il buono acquisto di libri. 
Lo mostro alla mia famiglia, a mia figlia di 5 anni che mi chiede: papà perché ti hanno premiato?
le rispondo: Non è mio amore, ma è tuo, perché tu possa ricordare quanto sia importante essere diversi.
Mi guarda con lo sguardo perplesso e poi mi da il suo di premio dicendo: papino ma la scrivi una poesia per me? Ecco, questa giornata è servita anche per questo. 
Critiche? No, non ci sono stati difetti, non si posso chiamare difetti. Avrei preferito diversamente alcune cose: magari ascoltare almeno le prime 10 poesie, una sede più facile da raggiungere per chi ha carrozzine e magari perché no, più visibile alla gente, perché serve far sapere che c'è un modo diverso di vivere.
Forse il video lo avrei tralasciato. Serviva sicuramente una location e mezzi diversi per la proiezione. Mi sarei visto a rispondere a qualche domanda, magari da parte del pubblico, per creare unione tra chi scrive e chi legge. Insomma dettagli che non tolgono una nota a questa piccola sinfonia 
di un giorno di marzo.
Grazie.
Daniele Fratangeli

sabato 14 marzo 2015

mangio. mangio? mangiooooooooooo!

Siamo in nove sedute alla meno peggio, tra poltrone, sedioline e posti a terra... Nuove collaborazioni che si sono rese disponibile a pensare insieme.
Ci ritroviamo così a discutere di cosa può essere utile, di cosa possiamo fare e di cosa offre e non offre nel nostro territorio.
E ci ritroviamo a mettere il cibo al centro del nostro gruppo di lavoro.
Perché mangiare ci piace, perché abbiamo provato che dar da mangiare non è solo nutrire il corpo, perché non si mangia solo per fame, perché non sempre siamo padroni di decidere cosa mangiare, perché se ne raccontano tante....
 

E parte così il nostro gruppo alimentazione... 
5 professionalità: assistente sanitario, nutrizionista, ostetrica, counselor, psicologi - psicoterapeuti,
8 professionisti a ideare un servizio integrato...
Quattro temi portanti:
*      alimentazione della donna in gravidanza e nel postparto e alimentazione del neonato e del bambino piccolo,
*      alimentazione e disturbi ansioso-depressivi
*      disturbi del comportamento alimentare
*      alimentazione in alcune patologie mediche (diabete, celiachia, disfunzioni della tiroide).
Varie iniziative in progettazione: conferenze divulgative, incontri esperienziali, ambulatorio integrato...
e poi eventi per tutta la famiglia intorno al tema del cibo, tra il far conoscere e confrontarsi e il fare insieme, perché cibo è anche convivialità e perché ciò che mangiamo non nasce nel supermercato!


Così, mentre tanto lavoriamo, incontriamo l'iniziativa di "Mi nutro di vita", un'associazione di volontariato che lotta socialmente e moralmente per sensibilizzare, dare voce ad un argomento troppo spesso sottovalutato, lasciato vivere in silenzio, come quello dei disturbi del comportamento alimentare. "Mi Nutro di Vita nasce per dare una voce che sia un inno, una lotta per la vita come quella di Giulia, che a soli 17 anni se n'è andata mentre aspettava di entrare in un centro di cura per disturbi del comportamento alimentare. La cosa più difficile per chi soffre di DCA è chiedere aiuto, tendere la mano per farsi aiutare, poiché molto spesso si nega a se stessi quello che l'anima e soprattutto il corpo stanno subendo" (il papà di Giulia e presidente dell'associazione).” Le giornate di “mi nutro di vita” vogliono sensibilizzare all’anoressia e alla bulimia, ma anche al binge eating (disturbo da alimentazione incontrollata) e altri disturbi sottosoglia.
 

A noi come sempre piace pensare in ottica di prevenzione e ampliare il campo, perché i DCA sono disturbi psicologici e chiamano in causa emozioni e pensieri, e anche inevitabilmente relazioni. Per questo vi parliamo in questi giorni sulla nostra pagina facebook e nei prossimi mesi con iniziative sul territorio di allattamento e svezzamento, ma anche di umore e alimentazione. 
Vogliamo accendere i riflettori tutto l’anno sul significato personale e relazionale del nostro avvicinarci alla tavola… affinché i disturbi siano sempre meno e le difficoltà diventino affrontabili.







mercoledì 25 febbraio 2015

LA FORZA DELLE DONNE



E' ormai più di un mese che lo pubbliciziamo, lo postiamo, lo mettiamo in luce e a breve sarà il gran giorno, come si dice per i grandi eventi: fervono i preparativi per la serata di premiazione de il Primo Concorso di Poesia La Forza delle Donne organizzato dall' Associazione Con_Tatto e da Emme, il Magazine delle Mamme e delle Donne e inserito, con nostro grande piacere, all' interno della manifestazione "8 poetesse per l' 8 Marzo" ma ancora non mi sono mai fermata a presentarvelo questo evento che è quello che abbiamo scelto per celebrare la nostra terza giornata speciale dell' anno, l' 8 Marzo: la Giornata Internazionale della Donna.


La Forza delle Donne.
Sembrerà scontato, mille volte trattato e forse lo è, ma ci sembra fondamentale ancora una volta metterlo in luce questo tema e ci piace farlo attraverso un mezzo tanto intenso quanto delicato come solo una poesia può essere.

Le poesie, come le storie,  sono un'arte curativa, sono medicine, balsamo potente, «vitamine per l'anima» 
e noi di Con_Tatto e di Emme vogliamo contribuire al nutrimento dell’ anima delle persone, di chi scriverà, di chi leggerà, di chi ascolterà e di chi sarà musa ispiratrice di ogni parola che verrà scritta per partecipare a questa nostra iniziativa. 


Nel pensare a questo tema e a questo concorso ci siamo ispirate (eh si, noi donne per le donne) a tutte coloro che credono in ciò che fanno, quelle che si impegnano per recuperare le dimensioni di quell' “istintualità” e di quella creatività perdute,  a volte soffocate da schemi, limiti culturali e sociali. Sono quelle donne che riconoscono e danno voce alle proprie ansie, alle proprie frustrazioni e non smettono di ricercare e riscoprire il loro ruolo nella propria vita. La nostra musa è la donna che può trovare in se stessa la forza di volontà, il coraggio e l'energia per cambiare il corso della propria storia individuale e nel far ciò aiuta il suo mondo circostante, e non solo, a diventare migliore . Per far ciò non si arrende davanti agli ostacoli che le impediscono l'espressione del proprio essere e l'autentica conoscenza di sé. Conoscersi meglio significa essere consapevoli e la consapevolezza del proprio essere rende libere...di essere, di agire...e di non accontentarsi di situazioni che in apparenza sembrano comode e semplici. Ci ispiriamo, quindi a donne libere ma anche a donne leali, prima di tutto con se stesse e poi con l’altro, a quelle donne la cui forza spesso si coglie oltre che in loro e nel loro operato, nella serenità evolutiva dei loro figli, nella realizzazione personale dei loro cari, nel non sentirsi soli di chi ha modo di averle incontrate e aver condiviso anche solo un tratto della propria vita con loro.



Con questa giornata vogliamo aiutare le persone a fermarsi a pensare e a riconoscere l’ impegno che da sempre la donna ha messo e continua a mettere per far evolvere la società, per migliorarla. Per fermare l’ attenzione su Con_Tatto e su Emme e la loro volontà di essere Accanto alle donne in tutte le sue fasi di vita. Allo stesso tempo vogliamo promuovere il benessere e benvivere delle persone e questo non può avvenire senza la cultura, senza promuovere la parteciapzione attiva nel fare cultura da parte della cittadinanza.

E ora che vi abbiamo presentato i nostri perchè, la nostra passione che anima questa iniziativa, vogliamo invitarvi ad esserci, ad unirvi a noi.
La cerimonia di premiazione delle prime tre poesie finaliste si terrà:

 Domenica 8 Marzo ore 17,00
presso il Forte San Gallo
(Sala dei Sigilli)
Via Gramsci, 5 00048 Nettuno (Roma)
 

venerdì 20 febbraio 2015




NOTA BENE: il regolamento rimane lo stesso ma avete più tempo per inviarci la vostra poesia (una sola per partecipante, please!), accompagnata dai vostri dati anagrafici e di recapito (vedasi regolamento colonna destra di questo blog).
Le aspettiamo!

venerdì 13 febbraio 2015

Dopo più di 10 anni non sono più una mosca bianca a parlare di cancro infantile,
dopo più di 10 anni gli altri, molti altri, sono interessati a sentirne parlare!
Più di 10 anni in cui altri, molto impegnati sul campo, hanno fatto dure battaglie per tirare fuori tutto questo da un ghetto, forse meglio da un buco nero.

Cancro e bambini... 2 parole che è proprio difficile mettere insieme, 2 immagini così agli antipodi da creare un ossimoro.

E invece parliamone: i bambini si ammalano, non sono tanti, ma si ammalano. I loro tumori sono in parte diversi da quelli degli adulti: molto dipende dall'età, ma tantissimi in percentuale sono i tumori del sangue (leucemie e linfomi) e vari i tumori del sistema nervoso.
Sempre di più questi tumori vengono curati e i bambini guariscono e diventano grandi.

Io mi sono avvicinata quasi per caso (ma poi nulla è per caso...) a questo mondo: prima sulla carta, poi nella realtà. Ho scoperto nel contatto quotidiano la forza e la debolezza di questi bambini e di queste famiglie, il coraggio e l'umanità degli oncologi (non posso dimenticare la dr.ssa Ilaria L.). Ho imparato che le famiglie fanno quello che possono, che gli operatori danno tutto quello che sanno e che i bambini...

Ecco, i bambini ti insegnano il presente: un bimbo di 2 anni con la flebo in day hospital corre sulla sua macchinina mentre mamma o papà lo rincorrono con l'asta che tiene la flebo, perché mentre aspetta lui vuole giocare e i suoi genitori sono lì anche per questo.
I bambini ti insegnano che hanno bisogno che tu li veda come sani per crederci anche loro: un ragazzino di 8-9 anni sta con me e la collega flautista a cantare e giocare, lo chiamano e torna con l'ago cannula alla mano, la mano impietrita, lui irrigidito... una pallina e una musica dolce lo aiutano a fidarsi e a ricominciare a muovere le dita, a sentirsi bambino.
I bambini ti insegnano che sanno prendersi cura delle fragilità dei genitori: una bambina di 10 anni, osteosarcoma operato e zoppica, la mamma mi chiede di non dirle nulla nel mio darle il questionario che serve per la tesi, perché la bambina non sa niente, la rassicuro e mentre la bambina risponde alle domande mi guarda e fa: qui, dici gli antidolorifici x per y? forse sa più lei di tutti noi... Come lo dici alla mamma che si stanno proteggendo a vicenda e forse si fanno un gran male?
I bambini ti insegnano l'autenticità e l'adattamento: la bambina di 10 anni cui dico "vuoi compilare un questionario, mi serve..." e  lei "ci siamo visti 20 giorni fa, ero in camera sterile, non mi riconosci, vero? avevo i capelli ricci" (ora ha la bandana).

Il mio viaggio in oncologia pediatrica inizia da qui. Poi c'è tanta formazione, studi, pubblicazioni, impegno clinico... in un percorso d'amore e di rispetto per le persone incontrate.
L'approdo professionale è la consapevolezza che quando si ammala un bambino c'è una famiglia e in essa tante persone, con le loro emozioni e i loro pensieri, che hanno bisogno di accoglienza, ascolto e sostegno; ci sono persone la cui vita subisce uno shock forte, ci sono tante esigenze da tenere presenti... c'è una malattia da curare; ci sono persone da sostenere perché possano vivere la loro vita in pienezza; ci sono il presente di tutti  da vivere senza che la malattia diventi totalizzante e il futuro di tutti da rendere pensabile e realizzabile senza rinunciare ai sogni, magari rivedendoli; ci sono le persone che curano che si feriscono ogni giorno un pochino o molto e meritano di poter sanare le loro ferite.
L'approdo personale è un senso della vita radicato in modo profondo e una ricchezza che solo l'incontro con l'altro può darti e di cui non potrò stancarmi mai, è la certezza del limite nel mio lavoro, è la fiducia nelle risorse delle persone...


venerdì 6 febbraio 2015

7 Febbraio: Fate la vostra domanda...Con_Tatto risponde!



Sarà capitato anche a voi di aver pensato: “Averlo saputo prima!” o “Peccato che ormai sia tardi” o “Quando serviva a me non lo sapevo che c’era… si poteva…”e il tutto accompagnato da una sensazione di fastidio, di amaro in bocca perché ad ognuna di voi certe informazioni sarebbero proprio servite, ne avevate proprio bisogno, c’è stato un momento in cui non sapevate come fare o a chi chiedere.
Con_Tatto vuole esserci per questo, per aiutarvi a trovare le risposte, per capire anche solo a chi andare a fare le vostre domande, a chi rivolgervi per ricevere le informazioni o il sostegno giusto per ognuna di voi.
Per questo abbiamo scelto di dedicare la Giornata speciale di Febbraio, la Giornata Internazionale per la Vita, a creare i presupposti perché una vita venga accolta con dignità e rispetto, ma perché ciò avvenga è giusto che le donne e gli uomini che diventeranno genitori possano ricevere tutte le informazioni che ritengono opportune riguardo a quel meraviglioso processo che è la procreazione.

Come lo vogliamo fare?
Dedicando tempo ad ognuno di voi, a chi vorrà fermarsi a farci una domanda.

Dove?
Doppia possibilità:
vis à vis presso

L' isola del Bimbo
centro commerciale Anteo, Anzio
dalle 10,00 alle 12,00
del 07/02/2015

 oppure on line su

facebook: https://www.facebook.com/associazionecon.tatto2012?fref=ts  (potete contattarci in chat privata)

email: associazionecon.tatto2012@gmail.com

twitter: con_tatto2012

dalle 10,00 alle 12,00
e
dalle 15,00 alle 17,00


Gli argomenti? 

Noi ve ne proponiamo alcuni (fase preconcezionale, gravidanza, allattamento, disturbi post nascita, donazione del cordone, ecc.) ma gli altri vorremmo che ce li chiedeste voi e noi promettiamo che se non sapremo rispondere proprio a tutto subito subito, faremo una ricerca per voi e vi ricontatteremo nell’ immediato futuro.
Allora che cosa aspettate?

Fate una domanda….Con_Tatto risponde!


giovedì 29 gennaio 2015

PRIMO CONCORSO DI POESIA DI CON_TATTO e Emme, il magazine delle mamme e delle donne:

 LA FORZA DELLE DONNE

  • • Possono partecipare al concorso le persone che hanno compiuto 18 anni di età, di ambo i sessi.
  • • Il tema dell’ opera presentata deve riguardare la figura della donna e la sua “forza” vissuta ogni giorno e per ogni giorno.
  • • L'opera deve essere in versi, non ci sono limiti di tipologia né di lunghezza dei medesimi.
  • • Può essere inviata mezzo posta a Associazione Con_Tatto via Santa Barbara n. 61, 00048 Nettuno (Roma) o per mezzo posta elettronica a associazionecon.tatto2012@gmail.com
  • • Scadenza: le opere devono essere ricevute dall’ Associazione organizzatrice entro e non oltre le 12,00 del 20 Febbraio 2015 (si declina ogni responsabilità di mancato o ritardato recapito da parte delle aziende postali).
  • • E’ obbligatorio, oltre l’ opera, fornire i seguenti dati: Nome e Cognome, data di nascita, recapito telefonico e indirizzo di riferimento, pena l’ esclusione alla partecipazione al concorso.
  • • Vincite: la commissione valutatrice selezionerà tre poesie finaliste, che verranno pubblicate sulla rivista EMME e riceveranno un PREMIO in beni e/o servizi offerto dagli sponsor dell’ iniziativa
  • • La proclamazione del PREMIO avverrà nella serata dell’ 8 Marzo, nell’ ambito dell’ iniziativa Giornata Speciale di Marzo: La Forza delle Donne.
  • • I candidati finalisti verranno contattati precedentemente dalla segreteria organizzativa dell’ evento.